Domenica, 06 Novembre 2016 16:28

Il questionario USE 2.0 per la valutazione dell'usabilità

Un nostro cliente ci ha chiesto di fornire una valutazione del sito che abbiamo realizzato per loro oltre 4 anni fa. Accanto ad una serie di riflessioni di natura tecnica (per esempio, sull'importanza di aggiornare il CMS in uso per garantire una miglior sicurezza alla piattaforma), insieme al cliente abbiamo raccolto una serie di impressioni lasciate in modo poco strutturato dagli utenti effettivi: commenti scritti sulla pagina facebook ufficiale e all'interno di gruppi, e-mail indirizzate alla redazione del sito stesso, opinioni raccolte in modo informale di persona. Queste critiche sottolineavano la necessità di un redesign dopo questi anni. In questo articolo vi racconteremo come abbiamo utilizzato il questionare UsE 2.0 per raccogliere dati più strutturati e affidabili.

 

Sottolineiamo come questo portale, una volta pubblicato, fosse stato accolto con grande soddisfazione da parte dei propri utenti (si trattava, già allora, di un nuova versione di un sito già esistente). In questi quattro anni il sito ha vissuto una proliferazione di contenuti con conseguente "stress" dell'impostazione logica e tecnica data al portale. Per esempio, alcune categorie di informazioni sono diventate molto affollate, oppure sono rimaste a sistema pagine ormai obsolete il cui effetto è stato quello di disorientare gli utenti alla ricerca di determinate informazioni.

Per dare un valore quantitativo a tali impressioni così raccolte abbiamo concordato con il cliente di utilizzare uno strumento di raccolta dati online: un questionario, accessibile dalla home page del sito corrente, a cui chiunque potesse rispondere. Tale approccio ha significato un buon rapporto tra la quantità di dati raccolti e l'investimento effettuato. In poche ore il questionario è stato messo online e, nell'arco di tre settimane, sono state raccolte più di 250 compilazioni. 

Quale questionario? Per questa attività, abbiamo utilizzato il modello UsE 2.0 (http://www.use2.it/). La struttura e le modalità di utilizzo del questionario sono descritte dall'e-book di Francesco Di Nocera, pubblicato gratuitamente online all'indirizzo https://drive.google.com/file/d/0B7AUqNOamccSMkVob3J1MFlDRTQ/view.

A differenza di altri modelli, il questionario UsE cerca di raccogliere e misurare la valutazione soggettiva degli utenti rispetto all'interazione con un sito web. Esso non va inteso pertanto come uno strumento in grado di indicare la strada da percorrere per migliorare l'usabilità, quanto un "termometro" per misurare lo stato di salute di un sito web dal punto di vista della sua usability. Come del resto afferma Di Nocera a pagina 33 del suo e-book introduttivo al questionario:

Usability Evaluation (UsE.) è un questionario multi-dimensionale che permette di stimare l’usabilità dei siti Internet, intesa come qualità dell’interazione esperita da un utente che visita un sito per raggiungere un obiettivo (per esempio, ricerca di informazioni, acquisto di un prodotto, compilazione di un form). Us.E. consente di effettuare una diagnosi rapida dello “stato di salute” di un sito, individuando le eventuali aree problematiche rispetto le quali sarà opportuno approfondire l’analisi. La valutazione viene effettuata sulla base di tre dimensioni, definite “Maneggevolezza”, “Soddisfazione” e “Attrattiva”, che verranno presentate nel dettaglio più avanti.

Il questionario si contraddistingue anche per la sua semplicità di compilazione: è costituito principalmente da 19 item a risposta chiusa su scala Likert a 5 risposte. Prima di tali richieste, il questionario propone alcune domande introduttive volte principalmente a descrivere il campione (età, professione, abitudine all'uso di Internet ecc.). La compilazione richiede davvero pochi minuti all'utente e pertanto può vincere le basse motivazioni che molti hanno a partecipare a questo genere di indagini in assenza di un riconoscimento o di un incentivo.

Al termine del modulo, viene lasciata la possibilità di commentare liberamente il sito internet esaminato. Quanto raccolto in quest'ultima domanda libera è molto importante perché aiuta ad identificare le aree e gli aspetti del sito più problematici. Come detto, è uno spazio troppo limitato e parziale per ottenere reali indicazioni su come intervenire. Questo genere di raccomandazioni potrebbe arrivare da test con utenti in presenza o da valutazioni euristiche condotte da esperti. Inoltre, bisogna considerare il contesto di compilazione: l'utente non è stato adeguatamente "educato" alla compilazione ed usa lo spazio libero a propria disposizione anche per lasciare commenti non pertinenti o molto personali. Il valutatore deve pertanto utilizzare questi pareri e suggerimenti come un sostegno alla propria interpretazione dei dati raccolti ma non deve ritenerli già una risposta ai problemi riscontrati.dange

Quanti utenti è necessario coinvolgere? Gli autori del questionario hanno misurato che già con un campione di 30 utenti si ottengono risultati attendibili. Un numero superiore è sicuramente positivo, ma il valore aggiunto di una nuova compilazione tende a risiedere nella parte qualitativa del questionario (la domanda aperta) oppure nella possibilità di suddividere ulteriormente il campione (es. con 60-70 compilazioni è possibile confrontare le risposte di maschi e femmine).

Al termine della somministrazione, se i dati sono stati raccolti in un database o in un file excel, è molto semplice effettuare l'analisi dei dati. I procedimenti matematici e statistici sono ben spiegati nella documentazione a supporto del questionario, che quindi si presenta davvero come uno strumento "pronto all'uso" per questo genere di valutazioni. Le risposte degli utenti vengono così catalizzate attorno a tre criteri:

  1. Maneggevolezza: offre una misurazione relativa al grado di percezione dell'interazione tra l'utente e le funzionalità del sistema (utilizzo degli strumenti proposti, ricerca dell'informazione e suo utilizzo);
  2. Soddisfazione: su questo asse si esprime un giudizio circa l'utilità percepita, ossia se gli utenti sono o meno "soddisfatti" di utilizzare il medesimo in rapporto ai propri obiettivi;
  3. Attrattiva: esprime un indice della cosiddetta "usabilità apparente", ossia se l'interfaccia-utente sia gradevole e se comunichi adeguatamente l'immagine e gli scopi del sito.

Conclusa l'analisi, i risultati vanno riassunti in un report che va condiviso col cliente nel corso di una riunione, durante la quale vengono esaminati i punti salienti rilevati e sono messi a sistema con altri dati raccolti con altri metodologie o canali. L'esito di tale attività deve essere un "piano per l'usabilità" da attuare allo scopo di impostare correttamente l'eventuale redesign del portale.

Vorresti analizzare il tuo sito con un questionario per la valutazione dell'usabilità?

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Last modified on Domenica, 06 Novembre 2016 17:24